Pitta Calabrese: cos'è e come prepararla

Pitta Calabrese: cos'è e come prepararla

In Italia esistono diversi tipi di pane tipico e uno di essi è la pitta calabrese.

La pitta è uno dei cibi più conosciuti e apprezzati della cucina calabrese. Si tratta di un pane semplice e piuttosto rustico la cui particolarità non risiede tanto nella forma a ciambella, che è tra le più famose, ma nell’aspetto basso, quasi schiacciato, molto diverso rispetto a quello di tanti altri pani tipici della nostra Penisola.

Un tempo la pitta era considerata uno scarto della produzione del pane, in quanto veniva utilizzata per verificare che il forno a legna fosse abbastanza caldo per cuocerlo bene. Oggi, invece, è considerata una vera e propria prelibatezza.

La ricetta tipica vuole che la pitta venga servita con una farcitura rustica, propria della Calabria, come salumi piccanti e specialità a base di carne, pomodoro, acciughe, tonno e cipolla di Tropea o, ancora, patate e peperoni.

Oltre alla versione salata, ne esiste anche una dolce, ugualmente buona, realizzata con un impasto aromatico e farcita con un ripieno a base di frutta secca.

Siete amanti della cucina italiana tipica e vi piacciono i piatti unici? Scoprite cos'è la pitta e come prepararla in tutte le sue versioni.

Cos'è la pitta

La pitta è una specialità da forno tipica della gastronomia della Calabria, in particolare della città di Catanzaro. Non si tratta di una focaccia salata, ma di un pane rustico, basso (anche se non quanto il pane carasau sardo) dalla caratteristica forma di ciambella, ideale da gustare accompagnato da diverse specialità calabresi.

La pitta ha origini antichissime, probabilmente legate all’usanza romana di utilizzare delle focacce decorate come dono alle divinità. Da qui, dal latino "picta" ossia "dipinta", deriverebbe anche il suo nome. Alcune fonti propendono invece per un’origine greca della pitta. Ciò che si sa di sicuro è che questa specialità è tipica del catanzarese.

La pitta, che un tempo veniva utilizzata per testare la temperatura del forno in vista della cottura del pane, oggi è diventata uno dei prodotti calabresi più conosciuti e apprezzati. Anche il suo aspetto era diverso. Il buco al centro, in origine, era ancora più grande e la quantità di mollica era molto ridotta, vista la scarsa disponibilità di cibi più corposi e nutrienti da usare per accompagnarla.

In altre zone della Calabria, come a Reggio Calabria e Vibo Valentia, la pitta ha la stessa forma di quella preparata a Catanzaro, ma è più alta e somiglia al pane comune.

La produzione di questo pane tipico calabrese, dall'aspetto basso e tondo era strettamente legata alla realizzazione di altri due piatti tipici catanzaresi: u’suffrittu, un piatto che ha come ingredienti principali carne di maiale mista a frattaglie, e u’morzeddhu, fatto con trippa vaccina mista a interiora. Entrambi si accompagnano rigorosamente con la pitta.

Come fare la pitta calabrese

Preparare la pitta calabrese è piuttosto semplice. Per realizzarla vi serviranno:

  • 250 g di farina tipo 1;
  • 250 g di farina Manitoba;
  • 12 g di lievito di birra;
  • 300 ml di acqua tiepida;
  • 1 cucchiaino di miele;
  • olio extra vergine di oliva q.b.
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Iniziate la preparazione sciogliendo il lievito e il miele nell’acqua intiepidita, poi versate le farine in una ciotola e iniziate a impastarle energicamente, aggiungendo il lievito sciolto in acqua. Unite anche il sale e continuare a impastare per circa 15 minuti.

Una volta pronto l'impasto, fatelo lievitare in una ciotola unta con l’olio extravergine d'oliva per circa 6 ore, tenendolo in un luogo tiepido, come il forno spento.

Quando sarà lievitato, stendete l’impasto della pitta formando un disco e, con l'aiuto di un bicchiere, realizzate un buco al centro.

Trasferite la pitta su una leccarda unta con poco olio extravergine d'oliva, poi cuocetela nel forno preriscaldato a 200° per 15 minuti. Dopodiché, abbassate la temperatura a 180° e cuocete per altri 15 minuti. Fatela raffreddare prima di gustarla in tutta la sua semplicità!

Come farcire la pitta

Una volta cotta la vostra pitta, potete sbizzarrirvi con la farcitura. Tra le farce più utilizzate ci sono formaggi, verdure, salumi piccanti, e pesce, come tonno e cipolle di Tropea, 'nduia, capocollo, provola silana, melanzane e peperoni sottolio, salsa di pomodoro e peperoncino, pomodori secchi, acciughe, olive, capperi, uova sode.

Altri ripieni famosi della pitta sono quelli a base di pesce, come la sardella, ossia il novellame di acciughe, e le sardine condite con peperoncino e finocchietto selvatico.

Alcune ricette prevedono che la farcitura venga cotta direttamente all’interno della pitta. Si ottiene così quella che viene conosciuta come “pitta rustica” o pizza rustica.

Come fare la pitta dolce

La pitta dolce, conosciuta anche come pitta ‘nchiusa o pitta 'mpigliata è un dolce originario della zona di San Giovanni in Fiore e viene preparato soprattutto in occasione delle festività.

In questo caso, dopo aver preparato l'impasto, lo si farcisce con il ripieno, prima di cuocerlo.

Per preparare la pitta dolce avrete bisogno di:

  • 500 g di noci;
  • 500 g di uva sultanina;
  • 1 cucchiaino di chiodi di garofano tritati;
  • 2 cucchiaini di cannella;
  • 4 cucchiai di liquore all'anice;
  • 100 ml di succo d'arancia;
  • 120 ml di olio extra vergine di oliva;
  • 100 ml di moscato;
  • 220 g di miele;
  • sale q.b.;
  • 500 g di farina 00;
  • 140 g di zucchero.
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Per prima cosa, versate in una ciotola capiente gli ingredienti per il ripieno della pitta dolce: le noci a pezzi, l’uva passa, mezzo cucchiaino di chiodi di garofano macinati, mezzo cucchiaino di cannella, 2 cucchiai di anice, 50 ml di succo di arancia. Mescolate il tutto aiutandovi con un cucchiaio e lasciate riposare per 3 o 4 ore.

Nel frattempo, versate in una padella 100 ml di olio extravergine d’oliva, poi aggiungete il vino moscato e il succo d’arancia rimasto. Aggiungete anche mezzo cucchiaino di chiodi di garofano macinati, mezzo cucchiaino di cannella e il resto del liquore all'anice. Unite poi un pizzico di sale e 100 g di miele. Mescolate con cura e lasciate ridurre per qualche minuto.

Versate il composto in una terrina capiente e aggiungetevi 100 g di zucchero e la farina setacciata. Mescolate il tutto con l’aiuto di un cucchiaio e, quando il composto risulta omogeneo, trasferitelo sul piano di lavoro.

Lavorate l'impasto con le mani e dategli la forma di un filone, poi tagliatene una parte, che servirà da base. Lavorate la parte tagliata con le mani e stendetela con l’aiuto di un mattarello, poi adagiatela in una teglia rotonda foderata con della carta forno.

Prendete la parte di filone rimasta e dividetela in parti uguali. Dopodiché prendetene un pezzo e stendetelo con il mattarello.

Versate in una ciotola mezzo cucchiaino di cannella, 20 ml di olio extravergine di oliva, 20 g di zucchero e mescolate bene, poi spennellate il composto sulla pasta stesa.

Poi adagiate il ripieno preparato in precedenza con le noci su tutta la sua superficie, quindi chiudetelo, arrotolatelo fino a formare una rosa e riponete nella teglia.

Ripetete il procedimento con tutti i pezzi di pasta rimasti e fate cuocere la pitta dolce nel forno preriscaldato a 170° per 40 minuti. Trascorso questo tempo, spennellate la pitta con gli altri 100 g di miele e continuate la cottura per altri 20 minuti, sempre a 170°.

A cottura terminata, versate il miele rimasto sulla pitta e spolverizzate con lo zucchero rimanente e un pizzico di cannella.

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