Frutta

Galbani
Galbani
Frutta

La frutta è un alimento alla base dell'alimentazione e si inserisce nella dieta giornaliera dalla colazione alla cena, rendendosi protagonista anche di ricette gustose.

Della frutta si parla molto spesso ed è facile che sorgano alcune domande sul suo conto, come ad esempio: vi siete mai chiesti come crescono le banane o che cosa è la pelle di frutta? Sapete quale frutta è meglio scegliere a colazione e quale, invece, è consigliabile mangiare dopo pranzo?

Noi abbiamo raccolto tutti gli interrogativi più comuni e abbiamo risposto con dovizia di particolari per darvi modo di essere ancora più informati su questo cibo così prezioso.

Cosa sono le giuggiole?

Le giuggiole sono un tipo di datteri.

Non appena raccolte, ancora non nel pieno della loro maturazione, le giuggiole somigliano a delle olive: dalla forma tondeggiante, leggermente ovale, sono di colore verde e il loro sapore ricorda quello delle mele.

A maturazione avvenuta, invece, il verde si trasforma in un bel rosso e il sapore aspro diventa molto più dolce, tanto da ricordare il gusto di un dattero.

Le giuggiole nascono da una pianta che dà i suoi frutti alla fine dell’estate. Si tratta di un albero che nasce nell’Africa Settentrionale e in Siria che però è presente anche in Cina e in India.

Con le giuggiole si produce il brodo di giuggiole, da qui la popolare espressione "andare in brodo di giuggiole", che è un liquore tipico della provincia di Padova. Questi frutti però sono buonissimi anche se mangiati al naturale e sono gustosi se messi sotto spirito o trasformati in golose confetture.

Quanti tipi di mele esistono?

Esistono più di 7000 tipi di mele.

La mela è il frutto più diffuso sui banconi del mercato sicuramente per la sua bontà, ma anche perché è un frutto che si trova in tutte le stagioni. Ce ne sono di tutti i tipi, la loro buccia dai colori sempre diversi può proteggere una polpa dolce o aspra, morbida o croccante, farinosa o succulenta.

Le varietà di mela che esistono al mondo sono oltre 7000, non basterebbe dunque un articolo solo per raccontare di tutte. Allora abbiamo deciso di elencarvi le più comuni e di spiegarvi le loro caratteristiche e il loro impiego in cucina perché, oltre che mangiarle al naturale, le mele diventano l’ingrediente per moltissimi piatti, dai primi ai dessert, passando per secondi e contorni.

  • Mela Golden: è una mela dalla buccia gialla, caratterizzata da una polpa dolce e succosa, non molto croccante e leggermente farinosa;
  • mela Fuji: dalla polpa croccante, è molto dolce e particolarmente succosa;
  • mela Annurca: è una mela molto piccola e rotonda ma appiattita alle due estremità e con una buccia liscia e rossa che vicino al picciolo presenta sfumature arancioni. La sua polpa è croccante e succosa e si presenta come un frutto altamente aromatico e profumato. Ne esistono due specie: la Sergente, dall'aroma acidulo, e la Caporale, un tipo di mela Annurca molto dolce;
  • la Granny Smith: è la mela verde che ha una polpa croccante e succosa e dal sapore acidulo, ma molto gradevole;
  • la mela Stark: una mela molto dolce, dalla polpa croccante e con un potere dissetante.

Cos'è la pelle di frutta?

La pelle di frutta è la purea della frutta cotta in forno e arrotolata.

Chiamata in questo modo, per coloro che non la conoscono, la pelle di frutta potrebbe far pensare a tutt'altro, ma il nome fa riferimento a una preparazione deliziosa che si ottiene lavorando la polpa della frutta.

Cominciamo col dire che i frutti più indicati per preparare la pelle di frutta sono: le pesche, le albicocche, le fragole, le prugne, le banane e i kiwi.

Questa frutta viene frullata, cotta con miele, zucchero, spezie, cannella e farina di mandorle; la purea che si crea viene stesa su una leccarda rivestita di carta forno in uno strato di pochi millimetri e messa in forno a una temperatura che può oscillare dai 60 ai 70°. Si lascia in forno per circa 8 ore, fino a quando si trasforma in un composto asciutto e gommoso che ricorda la pelle conciata (da qui il nome).

Una volta che questo foglio è pronto, si sforma e si taglia quando è ancora caldo con un coltello, ricavandone delle strisce che verranno arrotolate per diventare dei bastoncini.

La pelle di frutta è un ottimo modo per far mangiare la frutta ai bambini* a cui sembrerà di gustare dei golosi lecca lecca.

*sopra i 3 anni

Quando fa i frutti l'avocado?

L’avocado fa i frutti tutto l’anno.

Siccome si tratta di un frutto esportato da molte parti del mondo, l’avocado viene raccolto durante tutto l’anno.

Si tratta di una pianta che ha bisogno di un clima caldo e i frutti si raccolgono quando hanno raggiunto la completa maturazione. Tuttavia, proprio perché la raccolta dell’avocado avviene durante tutto l’anno, può che capitare di acquistare un avocado poco maturo. In questo caso è bene sapere che l’avocado continua la sua maturazione anche dopo essere stato raccolto.

Per velocizzarla, potete chiuderlo in un sacchetto di carta insieme a un paio di mele e vi basteranno pochissimi giorni per ottenere un avocado maturo e pronto per esser utilizzato in cucina. Sì, perché oltre a essere buonissimo gustato semplicemente condito con olio, sale e limone, l’avocado si presta a moltissime preparazioni: diventa la base per una gustosa salsa di avocado, il guacamole, o può anche essere utilizzato come sostituto del burro nei prodotti da forno lievitati.

A che frutto è simile l'avocado?

L’avocado è simile alla pera.

La forma dell’avocado ricorda molto quella di una pera ben matura, tuttavia c’è da dire che l’avocado raggiunge dimensioni decisamente più grandi di quelle delle pere.

In natura esistono ben 20 varietà diverse di avocado. Per sapere se l’avocado che state acquistando è buono, dovrete assicurarvi che il picciolo sia ben attaccato al frutto perché ha il compito di proteggere il frutto, che dovrà essere morbido al tatto ma non troppo, dagli agenti esterni; inoltre, la buccia dovrà presentarsi liscia, senza nessuna ammaccatura.

Se l’avocado ha raggiunto la giusta maturazione, la buccia viene via molto facilmente. Per poterlo utilizzare nelle vostre ricette, una volta sbucciato il frutto, dovrete tagliare a metà la polpa ed eliminare il seme.

Come già detto, le ricette con avocado sono tante e, una volta trovato il frutto perfettamente maturo, vi potrete divertire in cucina.

Cosa fare con le bucce di arancia?

Le bucce di arancia si possono utilizzare per preparare le scorzette o per aromatizzare creme e impasti.

Le arance che arrivano a profumare la tavola sono frutti deliziosi da mangiare al naturale, ma sono anche gli ingredienti di moltissime preparazioni, sia dolci sia salate, che arricchiscono tutti i tipi di menu.

Il frutto può essere impiegato per creare un'insalata con finocchi, erbe aromatiche e un delizioso condimento di olio e sale, o per preparare marmellate, torte, crostate e creme. Cosa fare però della sua buccia?

Per prima cosa, se il frutto è ben lavato, la buccia di un’arancia potrà essere grattugiata per profumare impasti e creme, ma può diventare anche uno sfizioso dolcetto se candita e immersa in un bagno di cioccolato fondente.

Per realizzare le scorzette di arancia candite, il procedimento è davvero semplice e potrete realizzarlo ogni qual volta avrete voglia di servire ai vostri ospiti un dessert diverso dal solito, ma sono perfette se desiderate avere sempre qualcosa in casa per coccolarvi la sera dopo cena.

Per la ricetta servono solo bucce di arancia, zucchero e acqua.

Tagliate le arance a spicchi, privatele della polpa con un cucchiaino e con un coltello tagliate la buccia a striscioline della larghezza di circa 4 mm. Mettetele subito a bollire in una casseruola con abbondante acqua, quindi scolate e trasferitele in una ciotola piena di acqua ghiacciata.

Quando si saranno raffreddate, dovrete farle cuocere in un composto di acqua e zucchero, fatto scaldare a fuoco lento e trasformato in sciroppo. Le scorzette dovranno sobbollire in questo sciroppo a fuoco lento per almeno 2 ore.

Trascorso questo tempo, sarà necessario ricoprire il pentolino con la pellicola da cucina, forarla e lasciare riposare per una notte intera. Il giorno dopo, dovrete ripetere la stessa operazione facendo cuocere le scorzette per altre 2 ore. Trascorso questo tempo, saranno pronte.

Vi suggeriamo delle dosi indicative su cui potervi regolare qualora voleste preparare le scorzette di arancia candite a casa: se utilizzate 1 kg di arance, dovete calcolare circa 600 g di zucchero e 1 l di acqua.

Per un tocco di golosità in più, potete sciogliere a bagnomaria del cioccolato fondente o al latte, a seconda dei gusti, e immergervi ogni scorzetta per metà o per 1/3 della sua lunghezza; fatele riposare sistemandole su un vassoio ricoperto di carta forno e gustatele come dessert.

Come si mangia la frutta?

La frutta si mangia con le mani o con le posate, dipende dai casi.

Quando alla fine di un pranzo più formale viene servita la frutta, insieme a lei arriva anche il dilemma: e adesso come si mangia?

Qui di seguito vi daremo indicazioni ben precise per mangiare con serenità tutto ciò che viene messo nel piatto e nel modo corretto.

  • Albicocche: si spezzano a metà con le mani e si lascia che il nocciolo cada, aiutandolo leggermente. Si portano alla bocca con le mani;
  • anguria: si mangia con coltello e forchetta;
  • agrumi: arance e pompelmi vanno sbucciati con forchetta e coltello. Se arrivano in tavola già sbucciati, si mangiano con le posate. I mandarini si mangiano con le mani;
  • banana: incidete la buccia con il coltello tenendo ferma la banana distesa sul piatto con la forchetta e poi tagliate la polpa a rondelle e mangiate con la forchetta;
  • ciliegie: si prendono dalla ciotola di portata e si mettono nel piattino. Devono essere mangiate una alla volta, quindi staccate il gambo e mettetelo nel piatto, portate la ciliegia alla bocca con la mano e mangiatela. Potete far cadere il nocciolo nella mano chiusa a pugno, per poggiarlo poi nel piatto;
  • fichi: si tagliano con il coltello e si sbucciano con coltello e forchetta;
  • mele e pere: si sbuccia il frutto con il coltello tenendolo con la mano e si portano gli spicchi alla bocca sempre con la mano. Tuttavia, nei pranzi più formali, mele e pere non si servono mai intere;
  • melone: se viene servito a fette, si mangia con coltello e forchetta, staccando la buccia, appoggiata sul piatto, con il coltello e poi tagliando il frutto a tocchetti;
  • pesche: si regge il frutto poggiato sul piatto con la mano e si incide per togliere il nocciolo, poi si tagliano a spicchi e si mangiano con coltello e forchetta. Se arrivano già tagliate nel piatto, si mangiano con la forchetta;
  • prugne o frutta cotta: si porta alla bocca la prugna cotta con il nocciolo servendosi del cucchiaio da frutta, si lascia cadere il nocciolo nel cucchiaio portandolo alle labbra e poi lo si poggia sul piatto;
  • uva: si mangia con le mani, staccando l’acino e portandolo alla bocca. Non si spuntano né i noccioli né la buccia.

*sopra i 3 anni

Come cresce l'ananas?

L’ananas cresce su una pianta cespugliosa.

L’ananas è un frutto che viene coltivato nelle regioni tropicali. La pianta dell’ananas non raggiunge una statura elevata, non supera mai, infatti, il metro d’altezza.

La pianta si presenta con una rosetta di foglie che sono arcuate e molto rigide, che nascono attorno a un fusto corto alla cui sommità crescono le foglie, che servono per catturare l’acqua che fa crescere la pianta, e un’infiorescenza che, maturando, diventerà il frutto dell’ananas.

Come tutti sanno, l’ananas è costituito da una buccia spinosa, che racchiude una polpa zuccherina e una parte più dura al centro. I frutti nascono circa ogni 18 mesi.

L’ananas è un frutto alla base di moltissime ricette dolci come la famosa torta rovesciata all'ananas, l’ananas caramellato, ma si presta anche alla realizzazione di piatti salati come il gustosissimo pollo all'ananas.

Come cresce la banana?

La banana cresce su una pianta.

Molti parlano del banano come di un albero, ma la verità è che si tratta di una pianta, di un’erba molto grande, che può arrivare a misurare anche 10 metri di altezza. Il banano non è un albero perché non è provvisto di tronco e le foglie sono attaccate alle radici.

Il frutto della banana è la bacca di questa pianta che si sviluppa a grappoli. Siccome è molto scenografica, la pianta del banano viene usata anche come pianta ornamentale.

Le banane sono un frutto zuccherino, buonissimo da mangiare in purezza ma esistono molte ricette con banane che vengono impiegate soprattutto nei dolci.

Come cresce l'anguria?

L’anguria nasce da una pianta.

La pianta di uno dei frutti estivi più amati in assoluto è caratterizzata da un fusto erbaceo rampicante. Il frutto nasce tra foglie pelose molto grandi e può essere ovale o rotondo.

Da maggio a settembre i banconi dei mercati son invasi da questi giganti verdi che si alternano in una vetrina coloratissima in cui i venditori si divertono a giocare con il colore rosso vivido della sua polpa, anche per invogliare all'acquisto.

Tuttavia, quando si tratta di anguria, è davvero difficile che qualcuno resista: è un frutto dissetante, zuccherino e buonissimo, delizioso da gustare a naturale e perfetto per arricchire macedonie, gelati e sorbetti.

Come cresce il mango?

Il mango cresce su un albero.

L’albero del mango è una pianta che ha bisogno di un clima particolarmente caldo e si sviluppa moltissimo, fino ad arrivare anche ai 25 metri.

Se vi state chiedendo come mangiare il mango, vi diciamo che oltre a mangiarlo in purezza come gli altri frutti, si abbina ad altri ingredienti e diventa il protagonista di diverse ricette.

Prima di impiegarlo in qualsiasi ricetta, però, dovete sapere come tagliare il mango: esiste infatti una tecnica molto particolare per questa operazione.

Per prima cosa, tagliate il frutto a metà nel verso verticale, affondando un coltello seghettato nella polpa e seguendo il nocciolo. Una volta aperto in due il vostro mango con le mani, tagliate la polpa di ciascuna metà a scacchiera; rivoltate la buccia e, con lo stesso coltello, tagliate via la polpa. Il gioco è fatto. Può risultare anche divertente, no?

Come cresce il mirtillo?

Il mirtillo nasce su una pianta.

Sono i sentieri di montagna il posto in cui crescono i mirtilli. Piccoli e di colori diversi, blu, neri o rossi, sono bacche particolarmente sugose che riempiono verdi cespugli e che vengono raccolte con un pettine speciale.

In cucina, i mirtilli sono impiegati in tante ricette che passano anche per i piatti salati.

Oltre ad aggiungerli a una buona tazza di yogurt e cereali, infatti, i mirtilli si usano anche per preparare salse che accompagnino piatti di carne, in particolare di selvaggina. Ovviamente, l’impiego più largo riguarda la pasticceria: crostate con confettura di mirtilli, muffin ai mirtilli, semifreddi, gelati e chi più ne ha più ne metta.

Come cresce il melograno?

II melograno cresce su un albero.

Il melograno racchiude in sé i tipici semi dal color rosso rubino detti arilli che hanno un sapore aspro e sono ricoperti da una pellicina di colore bianco.

Il melograno è un frutto anche molto scenografico perché esteticamente è molto bello. Si inserisce perfettamente, infatti, anche in composizioni di fiori e frutta che diventano splendidi centrotavola.

I chicchi del melograno si mangiano anche come portafortuna la notte di Capodanno e sono inseriti in diverse ricette. Buonissimo è il succo di melograno, che si ricava molto facilmente schiacciando i suoi chicchi, adatti a guarnire e decorare dolci, torte e dolci al cucchiaio.

Come cresce il cocco?

Il cocco cresce su un albero.

L’albero di cocco dalle grandi dimensioni regala questo frutto davvero unico per aroma, gusto e fragranza.

Oltre a sgranocchiare fettine di cocco in spiaggia, con questo frutto potete fare una quantità di ricette e da questo frutto nascono la granella e la farina che sono ormai diventati ingredienti indispensabili per le ricette di pasticceria che vogliono regalare un sapore esotico.

Il cocco, quindi, sarà il protagonista dei dolcetti al cocco freddi, di una golosa torta cocco e cioccolato e ancora della pasta frolla al cocco, che potrete usare per creare deliziosi dessert.

Quale frutta a colazione?

A colazione è bene mangiare: arance, kiwi, mele, pompelmo.

La frutta più indicata a colazione deve essere gustosa, facile e veloce da mangiare perché la colazione è il primo pasto della giornata ed è importante che sia completo e che sazi a dovere.

Le arance e il pompelmo si possono mangiare a spicchi o spremute in un bel succo rinfrescante e gustoso, magari addizionato con limone e una spolverizzata di zenzero. I kiwi sono buonissimi se tagliati a metà nel senso della larghezza e, mangiati con il cucchiaino, sono anche molto pratici.

Le mele, sbucciate e tagliate a dadini, sono deliziose con uno yogurt, frutta secca o cereali e sciroppo d’acero.

Quale frutta a fine pasto?

A fine pasto è meglio mangiare frutta poco zuccherina.

C’è chi ama mangiarla lontano dai pasti e chi proprio non può concludere un pranzo o una cena senza la frutta. Vediamo allora insieme quali sono i frutti migliori da mangiare dopo aver gustato un pasto completo.

Quando la frutta a fine pasto arriva dopo che si sono già mangiati antipasti, primi, secondi e contorni, deve solo riuscire a dare quella nota dolce, soprattutto se manca il dessert.

A fine pasto, dunque, via libera alle mele, all'uva, ai mandarini, alle pesche, alle albicocche, al melone, all'anguria, ai fichi e alle pere. È consigliato evitare frutti come banane, arance, pompelmo che saranno perfetti per uno spuntino di metà mattina o pomeridiano.

Quale frutta mettere nello yogurt?

La frutta da mettere nello yogurt è quella che non perde troppa acqua.

Per una colazione gustosa e sempre diversa, aggiungere della frutta allo yogurt è sempre una buona idea.

Potete aggiungerla allo yogurt insieme ai cereali, o con un cucchiaio di sciroppo d’acero o insieme a qualche frutto secco per dare un contrasto di consistenza davvero piacevole.

Tuttavia, non tutta la frutta è adatta all'abbinamento con lo yogurt. Spieghiamo perché.

Vi consigliamo di evitare di aggiungere allo yogurt frutta come l’anguria, il melone è l’ananas perché rilasciano subito molta acqua o frutti come il kiwi che regalerebbero un contrasto acidulo che a non tutti piace abbinato lo yogurt.

Lo yogurt è infatti un composto cremoso che, se venisse annacquato, non avrebbe più la stessa densità e nemmeno lo stesso sapore. Per cui, vi consigliamo di aggiungere allo yogurt per la vostra colazione o per il vostro spuntino pomeridiano mele, pere (non troppo succose), banana e pesche noci.

Quale frutta portare in spiaggia?

La frutta migliore da portare in spiaggia è quella che si può mangiare senza posate.

Chi va al mare e trascorre in spiaggia un’intera giornata, consumando pranzo e spuntino sotto l’ombrellone, deve preparare cibi adatti alla situazione. Fondamentale da portare in spiaggia per dissetarsi e gustare qualcosa di dolce è sicuramente la frutta. Quale scegliere però per comodità?

Noi vi suggeriamo tutti quei frutti che si possono affettare precedentemente e trasportare in pratici contenitori di plastica a chiusura ermetica da sistemare nelle borse termiche. Stiamo parlando di melone, anguria e pesche. Susine e albicocche, se ben lavate, possono essere chiuse nei contenitori anche intere e gustate in piena libertà.

Perfetta anche l’uva che con i suoi acini pratici e veloci da mangiare, si lascia gustare anche all'ombra, leggendo un bel libro.

Se avete la pazienza di prepararla in anticipo e di portarvi dietro anche coppette e posate biodegradabili, potete anche riempire le vostre ciotole da spiaggia con una gustosa macedonia, ma vi sconsigliamo di aggiungere lo zucchero perché la frutta comincerebbe un processo di macerazione che la farebbe annerire.

Perché New York è chiamata la grande mela?

New York è chiamata la Grande Mela perché nei primi anni del Novecento, Edward S. Martin paragonò lo stato di New York a un melo.

L’accostamento di questa incredibile città con la mela, però, si fa risalire anche al nome che gli scommettitori avevano dato negli anni Venti all'ippodromo di New York. Il giornalista sportivo John J. Fitzgerald, avendo sentito questo nome, decise di intitolare la sua rubrica “Around the Big Apple”.

Però, patria del jazz, New York si chiama probabilmente "grande mela" perché il compenso dei musicisti che negli anni Trenta si esibivano nei più famosi locali di Manhattan e Harlem era proprio con una mela.