Santa LuciaPresenta

Casabe

Ricetta creata da Galbani
Casabe
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Presentazione

Casabe è un pane azzimo croccante che viene preparato con la farina e la manioca. Solitamente si arrostisce su una piastra o una brace. La manioca è tipo mais e prima veniva utilizzata nelle culture brasiliane, in Perù ma anche ai Caraibi e si identifica come una sorta di pasta di farina. Casabe ha una forte connotazione culturale perché è il pane dei nativi americani, quindi, questa pietanza è ancora oggi diffusa in Giamaica, Porto Rico, Bermuda, Repubblica Domenicana e Venezuela perché i corsi pluviali sono ricchi di questa radice.

Servono pochi ingredienti e quindi si ritiene che sia un cibo povero, semplice del popolo. Una pietanza che poi è diventata famosa proprio per essere tipica di quelle zone. Si consuma tutti i giorni, anche nei villaggi. Gli indiani la mangiavano con il pesce ma oggi si gusta con salumi e formaggi di ogni tipo. Esistono essenzialmente due tipologie: quella dolce che viene fritta e quella salata.

Facile
4
20 minuti
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Ingredienti

  • Manioca;
  • sale q.b.

 

Per accompagnare:

  • Formaggio Fresco Zero Santa Lucia q.b.
  • sale;
  • pepe;
  • olio extravergine d'oliva;

Preparazione

La preparazione riguarda due differenti cose, da un lato l'impasto per preparare Casabe e dall'altra gli ingredienti essenziali per servirlo. Noi ve lo proponiamo abbinato a Zero, il Formaggio Fresco Senza Grassi Santa Lucia, perfetto per essere spalmato sul Csabe.

01

Per prima cosa bisogna lavare la manioca sotto l’acqua fredda, poi sbucciarla e quindi grattugiare la polpa. Il tutto deve essere messo in un panno pulito per qualche minuto affinché possa assorbire l’umidità.

02

Il liquido ricavato può essere disposto in una terrina e non gettato. Se invece si compra già pronta e non si deve effettuare il passaggio precedente, si utilizzerà un po’ d’acqua all’occorrenza.

03

Al composto aggiungete sale stemperando con una forchetta affinché non ci siano grumi. Stendere il tutto con le mani e quindi dividerlo in parti uguali, formando dei cerchi.

04

Scaldare una piastra o una padella e quando ben calda versate all’interno con una spatola una parte di composto.

05

Questo deve dorarsi bene da entrambe le parti, poi sarà pronto. Ovviamente non va dato agli ospiti semplice ma bisogna accompagnarlo con qualcosa in cui intingerlo. Si può mettere un battuto di olio, sale e pepe e Formaggio Fresco Zero Santa Lucia, con un filino d’olio extravergine d’oliva e una macinata di pepe.

Varianti

La preparazione di base è sempre la stessa poiché fatta da due soli ingredienti essenzialmente. Quello che cambia però nei vari Paesi è il modo di servirla, chi vi adagia proprio al di sopra degli altri alimenti come se fosse pane e olio con aromi per darle un tocco in più oppure con formaggi, salumi e carni per arricchirla. Raramente si mangia da sola anche perché ha un sapore molto delicato.

Bisogna considerarla una sorta di fresella da guarnire a piacimento. L’Uruguay, per esempio, la serve in umido con il porridge, in Venezuela è diffusa una ricetta con pollo alla griglia e formaggio. Deliziosa se servita con patate, olio e come dessert. Viene anche accompagnata al Vigoròn, uno dei cibi da strada più famosi in Nicaragua con yucca, cavolo, pomodoro, cipolla e carne. Sotto forma di dolce invece assume la connotazione di una frittella con miele, zucchero e cannella.

Le varianti quindi sono pressocché infinite, non ha un gusto forte e può essere accompagnata a quello che preferite. I piatti locali sono talvolta molto forti e speziati mentre le ricette dolci si avvicinano di più alla cultura mediterranea in termini di gastronomia con ingredienti facilmente reperibili. L'idea di base è non eccedere con troppe cose che vadano poi a coprire letteralmente il gusto.

Suggerimenti

Questa pietanza è a base di Manioca che è uno degli alimenti più diffusi al mondo, anche se non tanto conosciuta. Si adatta infatti benissimo e non richiede troppo lavoro e per questo viene coltivato praticamente ovunque, anche in terreni poco fertili, quando si compra la radice bisogna farla essiccare quindi con acqua e calore, poi è possibile utilizzarla in cucina. Questi passaggi sono importanti prima della preparazione perché danno non solo la giusta consistenza alla Manioca ma la rendono commestibile. In generale è più facile acquistarla già pronta.

Benché si tratti di una pietanza molto semplice si può utilizzare per qualunque occasione, basta trovare il giusto prodotto per accompagnarla e sicuramente potrà essere servita anche in un ambiente chic. Questa radice brasiliana si presenta simile allo zenzero, non si trova al supermercato facilmente ma si può acquistare in erboristeria. È un tubero di forma allungata con corteccia marrone e ripieno bianco lucido. La polpa, che va impiegata per la ricetta, ha un cuore candido mentre la parte esterna non può essere utilizzata per la cucina.

Attenzione: si consuma esclusivamente cotta, quindi non si può spolverizzare in superficie e bisogna farla cuocere bene perché contiene una sostanza tossica tipo cianuro che solo ad elevata temperatura viene abbattuta ed è quindi sicura. Ovviamente esiste un’altra varietà che può essere mangiata anche cruda. In generale il sapore è neutro con un retrogusto lievemente mandorlato e piccantino di sicuro interesse al palato. Durante la cottura tenere per diversi minuti il composto sia da un verso che dall'altro per assicurarsi che sia ben dorato e soprattutto che ogni traccia nociva della Manioca sia stata eliminata.

Curiosità

Il nome deriva da Casabi che è un termine utilizzato dagli Indios per definire la Yuca. Questa viene estratta, pulita, pelata, grattugiata e in seguito schiacciata con le foglie di palma. La polpa si stende su una piastra e fatta essiccare.


Ovviamente tutto questo processo non avviene nelle preparazioni domestiche ma si acquista l’ingrediente già pronto per l'utilizzo. Poiché il risultato talvolta è molto croccante si è soliti bagnarla un po’ prima di servirla. Si offre in modi diversi a seconda dei Paesi, a Cuba si gusta con burro o olio, aglio, prezzemolo e formaggio invece nella versione zuccherata con cocco e pesche sciroppate. In Venezuela invece si mangia con zucchero, burro e si cuoce al forno o formaggio, carne, pomodori, oppure con miele e spezie.

Viene chiamato anche pane della terra perché per le culture preispaniche ha rappresentato un passo molto importante per la conservazione degli alimenti. Viene offerto tipicamente nelle feste popolari e nelle comunità indigene si mangia ancora come se fosse un piatto principale. La cottura di per sé è molto semplice, è l’estrazione e lavorazione dei prodotti ad essere complicata. Tuttavia, bisogna seguire con attenzione i passaggi per la preparazione della ricetta per una cottura corretta e un gusto che ne esalti le qualità.

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