Differenza tra Pizza e Pinsa

Differenza tra Pizza e Pinsa

In questo articolo vi parliamo della pizza e dellapinsa e, in particolare, delle loro differenze e delle caratteristiche che le rendono uniche. Scoprirete che questi due prodotti divergono sotto molteplici aspetti, non solo per le due consonanti che si trovano nei loro nomi.

La differenza tra pizza e pinsa è più di una: la farina utilizzata per l’impasto, la forma, la cottura e il condimento, come vedrete, sono diversi ma gustosi in entrambe.

La prima difformità è percepibile subito visivamente, infatti la pizza è, di solito, perfettamente tonda, mentre invece la pinsa ha una forma ovale e allungata. In merito all’impasto, poi, una peculiarità della pinsa sta nell’essere preparata utilizzando un mix di farine, mentre la pizza in genere è impastata con un solo tipo di farina, come la pizza con farina di farro o la pizza con farina di mais.

Un'ulteriore differenza tra pizza e pinsa è nella preparazione dell’impasto della pinsa, in cui si usa una maggiore quantità diacqua. Questa focaccia poi è sottoposta a una lunga lievitazione, superiore alle 24 ore, mentre la pizza è lasciata lievitare per un tempo inferiore. Queste ultime due particolarità della pinsa romana la rendono molto digeribile.

Continuate a leggere se siete curiosi di conoscere le origini della pinsa romana e la sua modalità di preparazione.

Origini della pinsa romana

Molti ritengono che la pinsa romana sia l’antenata della pizza. Le sue origini sono infatti molto antiche e risalgono all’Impero Romano, tempo in cui la pinsa era più dura ed era servita con sopra differenti tipi di condimenti tipici dell’epoca.

Gli appassionati della letteratura latina saranno incuriositi dal sapere che una delle prime citazioni della pinsa romana è contenuta nell’Eneide, in particolare nel passo dell’opera in cui Virgilio narra dell’incontro tra il re Latino, assieme alla figlia Lavinia, ed Enea, a cui viene offerta la pinsa per riposarsi dal faticoso e lungo tragitto.

Nelle epoche più risalenti all’odierna, l’impasto della pinsa era preparato utilizzando le farine di miglio, orzo e farro ed era un piatto considerato povero, realizzato in maniera semplice. Olio, salegrosso ed erbe aromatiche erano infatti il principale condimento utilizzato per insaporire la pinsa.

Perché si dice pinsa romana e non pizza

Il nome “pinsa romana”, che deriva dal latino, rivela subito la sua provenienza territoriale, infatti è un piatto tipico del Lazio.

Il nome “pinsa”, in particolare, deriva dal latino “pinsère”, che letteralmente significa “allungare”. Tale termine indica il movimento che viene compiutoper stendere l’impasto, così da ottenere una forma rettangolare e, appunto, allungata.

La pinsa dunque deve il proprio nome alla forma che la caratterizza rispetto alla pizza che, anche se oggi è preparata in differenti modi, solitamente è rotonda.

Come si prepara la pinsa: differenze con la pizza

Una differenza tra pizza e pinsa è la modalità diversa di preparazione dell’impasto. Nella seconda infatti si utilizza una miscela di farine e una maggiore idratazione della pasta, in modo da renderla croccante fuori e morbida dentro.

Per l’impasto potete scegliere, oltre alla farina di grano, di aggiungere delle farine di cereali, ad esempio un mix di orzo e farro o un mix di riso e soia. Quest’ultimo tipo è particolarmente consigliato per coloro che prediligono una cucina povera di glutine.

La pinsa, inoltre, richiede un tempo di lievitazione molto lungo, superiore di solito alle 24 ore, anche a causa della piccola quantità di lievito utilizzato. Sicuramente il tempo di lievitazione è maggiore a quello impiegato per l’impasto della pizza. Con riguardo a quest’ultima va comunque tenuto in considerazione che tali tempi divergono a seconda che si scelga tra la ricetta della pizza con lievito istantaneo o della pizza con lievito madre.

Nella ricetta che vi proponiamo, abbiamo scelto di utilizzare una miscela di farina di riso, frumento e soia. Gli ingredienti e le dosi di cui avete bisogno per la preparazione dell’impasto di due pinse sono i seguenti:

  • 325 g di farina di frumento;
  • 20 g di farina di riso;
  • 20 g di farina di soia;
  • 250 ml di acqua;
  • 1,5 g di lievito di birra;
  • 5 ml di olio extravergine d’oliva;
  • 5 g di sale.

Vediamo insieme il procedimento di preparazione di questa focaccia tipica del Lazio, che potete portare in tavola anche al posto del pane:

  1. prendete una planetaria e versate gli ingredienti, quindi mescolateli bene fino a ottenere un impasto omogeneo;
  2. una volta ottenuta una pasta morbida, prendete una ciotola, ponetevi il panetto e coprite con un canovaccio o pellicola trasparente, quindi lasciatelo lievitare per almeno 24 ore in un luogo della cucina che sia a temperatura ambiente o, soprattutto nei periodi estivi, mettetelo in frigorifero;
  3. trascorse almeno 24 ore o più, a seconda del tempo che decidete di lasciar lievitare la vostra pasta, riprendete l’impasto e dividetelo in due panetti, quindi lasciateli nuovamente lievitare per altre 2-3 ore in frigo o a temperatura ambiente;
  4. quando la pasta ha raggiunto la lievitazione stabilita, allungante l’impasto in modo da conferirgli la tipica forma rettangolare e ponetelo su una teglia rivestita con un foglio di carta forno o unta con un filo di olio extravergine d'oliva;
  5. mettete in forno preriscaldato per 10-15 minuti a 200°, se avete condito la pinsa con un po’ di sale grosso, un filo di olio extravergine d’oliva ed erbe aromatiche, mentre invece, se avete preferito condirla in modo più sostanzioso, ad esempio con mozzarella e salsa di pomodoro, deve essere cotta per 15-20 minuti a 200°.

Condimenti per pizza e pinsa

I tipi di condimento per la pinsa, come per la pizza, sono tanti e vari. Potete riproporre nella vostra cucina tanti gusti quanti sono quelli che trovate in pizzeria.

Sia condita con olio extravergine d'oliva, sale e rosmarino oppure origano sia farcita con pomodoro, mozzarella, pomodorini e basilico, la pinsa è una focaccia sfiziosa. Potete condirla scegliendo gli ingredienti solitamente utilizzati per la pizza.

Coloro che amano le verdure potranno prendere spunto dal condimento della pizza ortolana, mentre coloro che preferiscono i salumi possono ispirarsi alla pizza prosciutto e funghi. Provatela sostituendo il prosciutto cotto con quello crudo e aggiungendo i vostri formaggi e salumi preferiti.

Volete altre idee? Le varianti sono tante: la versione vegetariana con mozzarella, carciofi, zucchine, parmigiano a scaglie e olive, oppure a base di carne con pecorino, friarielli e salsiccia o pomodoro, salame e cipolle. Provate con la Mozzarella Cucina Santa Lucia Galbani, ottima perché non rilascia acqua in eccesso.

Ora che sapete preparare questa sfiziosa focaccia sottile dalla forma ovale, soffice all’interno, cucinatela per la prossima cena e scegliete bevande, contorni e salse che meglio si adattano ai condimenti scelti.

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