Bagna cauda

Piatto Unico PT10M PT15M PT25M
  • 4 persone
  • Facile
  • 25 minuti
Ingredienti:
Per la bagna:
  • 200 g di filetti d'acciuga diliscati e dissalati
  • 200 g d'olio extravergine d'oliva
  • 70 g di Burro Santa Lucia Galbani
  • 5 spicchi d'aglio

Per intingere:
  • 200 g di cardi tagliati a pezzi
  • 200 g di peperoni crudi o arrostiti
  • 200 g foglie bianche di verza tagliate a julienne
  • 200 g di coste di sedano tagliate a pezzi
  • 200 g di finocchi tagliati a pezzi
  • 200 g di cavolfiore tenero ridotto in cimette
  • 200 g di topinambur pelati e affettati sottilmente

presentazione:

La ricetta odierna è quella di una salsa calda: la bagna cauda (in piemontese “bagna” significa intingolo e “cauda” significa calda).

Al suo interno si immergono ortaggi sia cotti che crudi.

Preparazione:

Ecco come realizzare una specialità della gastronomia piemontese che si prepara soprattutto nel periodo della vendemmia.

1. Per realizzare la bagna cauda dovete prima di tutto far sciogliere il Burro Santa Lucia nel recipiente di terracotta messo sul fornello acceso a calore molto dolce.
2. Dopodiché, unite l'aglio tagliato a fettine molto sottili. Quindi, lasciate che le fettine d'aglio si sfacciano molto lentamente senza mai colorire.
3. Una volta sfatte, versate dentro il tegame i filetti d'acciuga diliscati e dissalati in precedenza; dunque, unite anche l'olio extravergine d'oliva. Rimescolate il tutto con l'ausilio di un cucchiaio di legno. A questo punto lasciate che le acciughe si sciolgano amalgamandosi al condimento, che dovrà sobbollire per una decina di minuti.
4. Una volta che la salsetta sarà legata, procedete a rimescolare bene il tutto. A questo punto presentate in tavola la vostra bagna cauda, mettendo il tegame nell'apposito fornellino.
5. Contemporaneamente servite ben presentati in ciotole differenti i diversi tipi di verdura.
6. Fate in modo che ogni commensale possa servirsi a piacere, intingendo l'alimento prescelto nella salsa calda.

Varianti:

Questo preparato è la combinazione di olio extravergine d'oliva, aglio, burro, acciughe e, a piacere, tartufi.

Alcune volte, tuttavia, troviamo anche la presenza, tra gli ingredienti, di un'altra componente: la panna, impiegata più che altro per ingentilire la salsa, e per attenuare il gusto forte dell'aglio.
Si possono aggiungere anche latte, burro e noci tritate.

Se preferite, potete realizzare una versione vegetariana di questo piatto, sostituendo le alici con un mix frullato di olive, pomodori secchi e spezie.

Un’altra variante, invece, richiama la cultura più antica piemontese che vede la salsa bagna cauda abbinata alla polenta, perlopiù fritta.

Nella ricetta originale, invece, la salsa può essere vista come un’alternativa calda al pinzimonio in cui intingere verdure crude o grigliate.

Oltre che alle verdure e alla polenta, a volte, questa salsa è abbinata alle uova che vengono strapazzate e fritte nell’olio residuo che resta nel fondo del pentolino.

Consigli:

Per realizzare la vera bagna cauda piemontese è fondamentale procurarsi un dian di terracotta e uno scaldino di coccio in cui inserire le braci. L’alternativa, per realizzare una bagna cauda veloce, è utilizzare un fornelletto ad alcool.

Un consiglio a proposito del materiale con cui è fatto il dian: immergetelo e tenetelo a bagno per 3-4 ore; in questo modo, la terracotta eviterà di rompersi o creparsi durante la cottura della salsa.

L’ideale per la cottura e la consumazione di questo piatto sarebbe, come abbiamo detto, un’attrezzatura adatta: un dian di coccio e una “s-ciofetta” (o scaldino) da riempire con le braci. In mancanza di questo strumento, va bene anche il rialzo per la fonduta. Prestate molta attenzione a sorvegliare la fonte di calore in modo da non rischiare di friggere la bagna o di farla raffreddare eccessivamente.

Esistono alcune varianti della ricetta della bagna cauda piemontese che contribuiscono ad attenuare il suo sapore deciso. Per esempio, se non amate eccessivamente l’aglio, oltre all’espediente dell’aggiunta della panna, potete lasciarlo cuocere nel vino o nel latte. Oppure, sempre per ingentilire l’aglio, questo viene pestato dopo la sua cottura.

Come dicevamo, usate questa salsa per accompagnare le verdure: le più indicate sono peperoni, carote e topinambur (da pelare con cura e da bollire leggermente, se lo preferite).

Non solo con le verdure: la bagna cauda è buona anche per accompagnare tortini di verdure monoporzione!


Curiosità:

Abbiamo già detto che questa salsa ha origini piemontesi: in particolare è una specialità delle aree di Torino e delle zone di Cuneo e Asti. E' possibile gustarla soprattutto nelle osterie di Monferrato, Langhe e Roero accompagnata da un bicchiere di vino rosso Barbera.

Una delle leggende che circondano questa salsa vuole che la pietanza venisse preparata per ricompensare i vendemmiatori dalle fatiche della giornata lavorativa. Tradizionalmente veniva consumata durante la stagione autunnale e tutt’oggi è un piatto sicuramente poco estivo.

Non a caso è un piatto che, sebbene sia semplice da preparare per via dei pochi ingredienti utilizzati, può essere considerato un piatto unico. Ha un sapore piuttosto deciso dovuto all’uso dell’aglio e delle acciughe, ingredienti di carattere.

La vera bagna cauda è quella la cui ricetta originale è depositata presso un notaio in provincia di Asti dal 2005 dalla delegazione astigiana dell’Accademia Italiana della cucina.

Una simpatica curiosità a proposito di questa specialità è che hanno istituito una vera e propria celebrazione, il Bagna Cauda Day, festa che si svolge dal 2013 durante un weekend dell’autunno. È in questi giorni “celebrativi” che potrete gustare questo piatto nei locali piemontesi della tradizione. Sono circa 150 le osterie e le cantine che partecipano a questo evento che si svolge non solo a Torino ma addirittura in altre regioni italiane, come la Liguria, e in alcuni locali nel mondo!

La particolarità di questa ricetta è proprio la rappresentazione della convivialità. In origine, e tuttora, veniva consumata tutti insieme attingendo alla stessa pentola di coccio sancendo, così, un momento di unione. Servita nelle apposite ciotole per bagna cauda è l’occasione per consumare un vero e proprio rito.

La salsa viene in genere messa al centro della tavola, sopra un apposito fornello chiamato “dian”. Detto anche fujon, è un contenitore che prevede uno spazio vuoto nella parte inferiore dove si inserisce una fonte di calore per mantenere la salsa sempre calda come se continuasse a essere sul fuoco.

Ottima anche con ingredienti non vegetali, come la salsiccia, le verdure in abbinamento restano comunque l’alternativa più classica per gustare questo tipico e saporito piatto.

Provate le nostre ricette che prevedono l’uso delle verdure.

I vostri commenti alla ricetta: Bagna cauda

Lascia un commento

Massimo 250 battute