La campagna percorsa dal furgoncino Galbani: Morimondo

La campagna percorsa dal furgoncino Galbani: Morimondo

Adagiato sulla riva sinistra del Ticino sorge Morimondo, un luogo fuori dal tempo che proietta i suoi visitatori in un'atmosfera medioevale, in una zona verde di grande pregio paesaggistico.

La caratteristica vegetazione comprende, a partire dalle sponde del fiume, salici, robinie e pioppi. Questi ultimi, coltivati per la produzione di carta, si possono ammirare disposti in lunghe regolari file parallele. Morimondo è tra i comuni fondatori del Consorzio dei Comuni dei Navigli, per la gestione integrata dei servizi di igiene ambientale.

La storia di Morimondo, piccolo centro che oggi conta circa 1.200 abitanti, è da sempre la storia della sua meravigliosa abbazia del XII secolo.

L'estate del 1134 era ormai volta al termine quando i dodici monaci guidati dall’abate Gulguerious arrivarono dalla Francia. Erano partiti molti mesi prima dall'abbazia di Morimond, situata in alta Champagne-Ardenne; avevano attraversato la Francia e le Alpi per arrivare, il 4 ottobre 1134, in quel fazzoletto di terra bagnato dal Ticino e costellato dagli avamposti longobardi dove si sarebbe consumata la guerra tra il Ducato di Milano e Pavia.

Proprio lì, sull'ultimo terrazzamento fluviale, il capannello di monaci mise le sue fondamenta in un promontorio affacciato sulla piccola valle ricca di risorgive, paludi e zanzare.
Non un fondovalle da coltivare, ma un'altura, non una pianura su cui elevare lo schema di due piani al quale i monaci erano abituati in Francia, ma una collina dove si rendeva necessario edificare su 4 piani.
Nonostante queste oggettive difficoltà e i continui saccheggi e distruzioni dei miliziani di Pavia, grazie all'incessante impegno dei monaci che con gli anni diventarono sempre più numerosi, poco per volta i boschi paludosi diventarono eremitaggio, casa religiosa, masseria, abbazia, villaggio, seminario, scuola e infine città.

Il trascorrere dei secoli non ha rivoluzionato il volto del paese e delle campagne circostanti: sentieri, boschi e campi sono rimasti pressochè intatti, così come le antiche cascine. Un patrimonio ambientale che si coniuga alla perfezione con quello religioso e artistico dell'abbazia e che, a distanza di 876 anni dall'arrivo dei monaci di Morimond, non smette di suggestionare e incantare il fedele e il turista che decidono di concedersi una giornata nel verde o un percorso in bicicletta. Esattamente ciò che fanno molti milanesi nei fine settimana estivi e primaverili!

Morimondo, oltre ad essere protagonista della nuova pubblicità Certosa, è una delle 11.000 località del nostro territorio raggiunte da Galbani grazie al lavoro e alla passione dei suoi uomini di vendita.