Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, necessari al suo funzionamento e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze.
Se vuoi saperne di più, o negare il consenso a tutto o ad alcuni cookie clicca qui.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando qualunque suo elemento o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

La pasta tipica italiana

Galbani
La pasta tipica italiana
L’Italia è considerata da sempre la patria della bella vita e del buon mangiare, grazie alla sua grande tradizione culinaria che la contraddistingue e le fa onore in tutto il mondo.

In ogni pranzo e cena che si rispetti non può mancare un alimento base della cucina italiana: la pasta.

La pasta è un alimento "povero", viene prodotta con soli due ingredienti che arrivano dalla natura, ossia la semola, ottenuta tramite la macinazione del grano duro, e l’acqua. In Italia esistono vari tipi di pasta tipica della regione in cui ci si trova, ma le qualità più importanti si dividono in: pasta secca di semola di grano duro, pasta fresca, in cui si utilizza una parte di semola di grano tenero, e infine la pasta all’uovo, realizzata con l’aggiunta di almeno duecento grammi di uovo per ogni chilogrammo di semola.

Ogni regione italiana ha le sue specialità di pasta, nate dall’antica tradizione locale e che col passare del tempo sono state poi commercializzate nel resto del paese; in alcune regioni italiane i formati di pasta restano invariati, e ciò che li differenzia è il condimento del sugo, che cambia notevolmente spostandosi dal Nord al Sud del paese.

Nord Italia

Nord ItaliaLa Valle d’Aosta ha delle tradizioni in cucina molto particolari, dovute all’isolamento rispetto alle altre regioni italiane, che avveniva soprattutto nel passato, per cui i suoi primi piatti sono realizzati principalmente con elementi tipici di questa zona montuosa al confine con la Francia. In questa regione si preparano le classiche fettuccine, che però a differenza di quelle emiliane sono preparate con un impasto a base di farina di castagne, che le rende più dolci e dall’aspetto scuro, e vengono condite generalmente con un sugo di verze e maiale.

In Piemonte va per la maggiore la pasta all’uovo, con la quale si preparano gli Agnolotti e i tajarin. Gli agnolotti sono quadrati di sfoglia ripieni di arrosto magro piemontese, a cui vengono aggiunte delle erbette; i tajarin sono invece delle tagliatelle molto sottili, preparate con parecchie uova che donano un colore giallo acceso.

In Liguria il tipo di pasta tipica più importante sono le trofie, caratteristiche della zona del Tigullio. Proprio questa zona costiera ligure è famosa in tutto il mondo per il suo pesto, con il quale è tradizione condire le trofie. Il classico pesto ligure è preparato con basilico, aglio, olio, pinoli, sale grosso, grana e pecorino.

Specialità del Trentino Alto Adige sono gli gnocchi. Tra questi ci sono i Canederli, la cui preparazione prevede l’aggiunta di ricotta o pane raffermo a una base di farina e uova, e conditi con semplice burro e formaggi o al brodo. Altra tipicità sono gli Spätzle, preparati con spinaci sminuzzati, latte, farina e uova e mantecati con panna da cucina e prosciutto a dadini.

In Friuli Venezia Giulia, grazie alla contaminazione con le culture europee dell’Austria e della Slovenia, si preparano dei tipi di pasta poco legati alla gastronomia italiana classica, dove ingredienti come la cannella e lo zucchero fanno parte della preparazione di paste sfoglie ripiene come i Cialzons. Questo tipo di pasta viene realizzata a forma di mezzaluna e nel suo ripieno sono inseriti appunto elementi particolari come la cannella, il cioccolato, lo zucchero e l’uvetta.

Centro Italia

Centro ItaliaArrivando nell’Italia centrale, non si può non passare nella culla della cultura della pasta: l’Emilia Romagna. Questa regione è famosa per la sua tradizione di preparazione a mano della pasta sfoglia all’uovo, tirata in modo così sottile dalle massaie da risultare quasi trasparente. I formati di pasta regionali che si possono acquistare sono molteplici, poiché vengono prodotte sia le paste all’uovo ripiene, come i Tortellini, sia quelle semplici come le tagliatelle. È tradizione servire i tortellini in un buon brodo di carne, mentre le paste non ripiene come le tagliatelle con un sugo di carne. Una menzione speciale va riservata alle lasagne, condite tipicamente con il buon ragù di carne alla bolognese, cucinato a lungo e utilizzato assieme alla besciamella fatta in casa per formare gli strati di lasagna nella teglia da forno.

Un’altra regione nella quale la pasta la fa da padrona è la Toscana. Nel grossetano vengono preparati gli gnudi, degli gnocchi preparati con il ripieno dei ravioli, ossia ricotta, spinaci e uova, e conditi con il ragù, mentre nella zona di Siena il piatto tipico è rappresentato dai Pici. Questo particolare formato di pasta è preparato a mano con farina e acqua, dalle quali si formano dei grossi spaghetti da condire con pomodori, aglio e peperoncino. Come le tagliatelle per l’Emilia Romagna, la Toscana è famosa per le sue pappardelle, tagliate però più larghe e condite con un sugo ai funghi.

La pasta trafilata è una delle specialità dell’Abruzzo, preparata a mano e tagliata con speciali macchinari che le danno una forma originale. Tra i formati più particolari ci sono gli strangolapreti e i maccheroni della ceppa, realizzati grazie a uno speciale bastoncino chiamato appunto “ceppa”.

L’Umbria è nota per le sue paste povere, ma condite secondo le ricette con ricchi ragù di selvaggina e spolverate di formaggio. I formati speciali sono rappresentati dagli strascinati, uno dei tipi di pasta italiana più antica, e gli umbricelli, dei grossi spaghetti scanalati, arrotolati e tirati a mano.

Nel Lazio si preparano i tradizionali Bucatini, degli spaghetti grossi bucati nel centro, da condire con sughi consistenti come la carbonara e l’amatriciana. Sono la specialità di questa regione insieme ai tonnarelli, simili agli spaghetti alla chitarra abruzzesi e realizzati con una speciale tavola zigrinata.

I fusilli sono la specialità regionale del Molise, e vengono preparati a mano tagliando delle strisce di pasta di pochi millimetri, da arrotolare attorno a un ferro da calza, creando così un formato di pasta davvero speciale. I fusilli vengono solitamente conditi con un sugo di ragù di pecora.

Le Marche sono invece la patria d’origine dei cappelletti, una sfoglia ripiena realizzata secondo la ricetta con ben dieci uova per ogni chilogrammo di farina, e farcita con carne di cappone. Nel pesarese viene invece preparata una specialità tipica chiamata tortelli di San Leo, ossia dei ravioli giganti ripieni di ricotta ed erbette.

Sud Italia

Sud ItaliaNel Sud Italia, come in Basilicata, vanno per la maggiore le paste ruvide e corte, che trattengono meglio il sugo, come ad esempio i cavatelli. Questo tipo di pasta somiglia molto alle orecchiette pugliesi, ma viene realizzata in modo più allungato.

I prodotti tipici della Puglia sono appunto le famosissime orecchiette, delle piccole conchiglie realizzate a mano con l’ausilio del pollice e del coltello, dalla consistenza ruvida e porosa e che vengono servite tradizionalmente con le cime di rapa. Un altro formato di pasta pugliese sono i maccheroncini, lavorati col ferretto e serviti con sughi di carne di agnello.

Anche in Calabria i primi piatti sono costituiti da paste classiche come gli strozzapreti, prodotti generalmente per il Carnevale, e gli schiaffettoni, affini ai paccheri e serviti ripieni di un ragù di carne, salame e uova sode. Vengono prodotti anche i cappelli di prete, realizzati a forma di triangolo e farciti con la famosa soppressata calabrese.

Le origini dei Paccheri sono da ricercare in Campania, dove vengono conditi con semplice pomodoro o cacio e uova. In questa regione vengono anche prodotti gli ziti, un formato molto lungo di pasta simile ai maccheroncini, spezzettato a mano dopo l’essiccazione e condito con le melanzane e il caciocavallo.

Isole Italia

Isole ItaliaArrivando nelle isole, non si possono non nominare due formati di pasta tipici con cui si preparano i primi migliori di tutto il territorio: i malloreddus per la Sardegna e il cuscusu per la Sicilia.

I Malloreddus sono delle piccole conchigliette rugose, servite con la salsiccia e il pecorino sardo. Nell’isola vengono preparati anche i famosi culurgiones, delle sfoglie di pasta ripiene di patate, pecorino e menta fresca, serviti con un sugo semplice al pomodoro e basilico.

Il cuscusu è invece preparato con solo farina e acqua, e impastato finché non si formano delle piccolissime palline di pasta, condite con l’olio e lasciate essiccare. Con questo speciale formato di pasta siciliana si preparano numerose ricette tipiche come la zuppa di pesce, oppure viene condito con un misto di verdure o ancora con carne e aromi.

Riso Italia

RisoOltre che per la pasta, in Italia c’è una grande cultura del riso, un piatto tipico consumato da tutte le famiglie dello stivale.

Una regione nella quale la produzione del riso è particolarmente consistente è la Lombardia, celebre infatti per il suo risotto allo zafferano. Per quanto riguarda la pasta, nella zona della Valtellina vengono preparati i pizzoccheri al grano saraceno, dalla forma corta e rettangolare, da condire con le patate, la verza e le bietole.

Anche in Veneto il riso è un alimento tradizionale delle tipiche cene in famiglia, e infatti viene utilizzato anche per le zuppe. Una di questa è il famoso Risi e Bisi, una sorta di minestra di riso e piselli da preparare in primavera, quando i piselli sono freschi e appena raccolti. Pasta tipica veneta è invece il bigolo, uno spaghetto grosso condito solitamente con un sugo di pesce, oppure con un ragù di anatra. Altro formato tipico è quello delle tirache, ossia delle tagliatelle corte preparate senza uova e utilizzate per fare la famosa "pasta e fasoi" veneta, la pasta con i fagioli.